il Customer-Care con “Intelligenza Umana”!

Corrado Landolina • 10 giugno 2024

IA o meglio IU

Oggi si parla davvero tanto di AI, intelligenza artificiale applicata ai propri segmenti di attività; nel mondo CustomerCare è anche da più tempo che si cerca applicazioni che risolvano e migliorino le KPI quantitative e qualitative.

La domanda del settore customer-service resta quella di garantire un servizio clienti di livello unitamente ad una forte diminuzione di costi ed importante flessibilità di gestione. Ci saranno e ci sono già dei call center che adotteranno AI in modo massivo MA sopravviveranno i contact-center di nicchia specializzati e altamente professionali.

Le differenze

“l’operatore” che interagisce con il cliente o prospect mostrerà di certo l’empatia, un’esclusiva del carattere umano che risulta determinante in queste interazioni. Allo stesso tempo l’umano può comprendere al meglio il contesto di un dialogo e fornire risposte flessibili e uniche nella loro tipologia, anche perché l’operatore possiede il senso critico e responsabile suggellato da toni e timbri di voce.  Creatività e propositività sono altre due doti tipiche che, in un servizio clienti rivestono sempre un ruolo di primaria importanza. 

“D’altro canto un customer gestito in AI” permette alle aziende di poter erogare in modalità multilingua 24x24 ore e 7 giorni su 7, offrendo una discreta qualità a costi contenuti e riducendo le spese di formazione e reclutamento. Il contact-center basato su IA è in netta economia di scala e dunque permette di gestire al meglio i volumi di traffico e i picchi che si possono prevedere in base alla stagionalità. Altri vantaggi riguardano la possibilità di garantire una qualità standard e di lavorare per procedure definite, visto che il sistema è totalmente controllabile e programmabile. 

E quindi

I contact-center gestiti da operatori hanno costi più elevati rispetto a quelli gestiti con artificiale intelligence, oltre ad avere una scalabilità limitata e un’inferiore capacità di gestire i picchi di traffico. È poi anche possibile che si manifestino errori umani nelle fasi procedurali e in alcuni casi vengano fornite delle risposte non adeguate a causa di brief e corsi di formazioni incomplete.

I contact-center basati sull’intelligenza artificiale non garantiscono empatia, la qualità standard spesso è interpretata come “gestione basica - anonima – noiosamente banalizzata”; nessuna interpretazione delle emozioni del cliente che sottolineano la vera esperienza di acquisto. I modelli AI vanno costantemente addestrati, in modo da migliorare la capacità di fornire risposte sempre più precise. Emerge però anche un aspetto etico, perché alcune aziende potrebbero diminuire il numero dei propri dipendenti, con un enorme impatto sociale nel territorio. 

Alla fine c’è sempre salomone. La strada, quella giusta prende sempre il meglio da entrambe le applicazioni; Una customer esperience integrata uomo-macchina è la chiave per poter offrire un servizio clienti funzionale e vincente; la prima in .. “prima linea",  la seconda in specializzazione di secondo livello.


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I periodi di crisi economica rappresentano una sfida significativa per aziende di ogni dimensione. La contrazione della domanda, l’incertezza dei mercati e la riduzione dei budget rendono più complesso acquisire nuovi clienti e mantenere quelli esistenti. In questo contesto, le imprese sono chiamate a ripensare le proprie strategie commerciali, puntando su strumenti diretti, misurabili e orientati ai risultati. Tra le soluzioni più efficaci emerge il telemarketing outbound , una tecnica che, se ben strutturata, può trasformarsi in un potente motore di crescita anche nei momenti più difficili. Cos’è il telemarketing outbound Il telemarketing outbound consiste nel contattare attivamente potenziali clienti tramite telefono, con l’obiettivo di proporre prodotti o servizi, fissare appuntamenti o generare opportunità commerciali. A differenza delle strategie passive, consente all’azienda di prendere l’iniziativa e instaurare un dialogo diretto con il mercato. Perché funziona in tempi di crisi Durante le fasi di incertezza, molte aziende riducono gli investimenti in marketing, lasciando spazio a chi sceglie di mantenere una presenza attiva. Il telemarketing outbound offre diversi vantaggi: Contatto diretto e immediato : permette di raggiungere rapidamente il target desiderato. Feedback in tempo reale : consente di comprendere subito le esigenze del cliente e adattare l’offerta. Costi controllabili : rispetto ad altre forme di marketing, può essere modulato in base al budget disponibile. Flessibilità : è possibile modificare script, target e strategie in tempi brevi. Le chiavi del successo Per ottenere risultati concreti, è fondamentale adottare un approccio professionale: Definizione del target : contattare persone realmente interessate aumenta l’efficacia delle campagne. Formazione degli operatori : la qualità della comunicazione è determinante. Script personalizzati : evitare messaggi standardizzati e puntare su conversazioni autentiche. Monitoraggio delle performance : analizzare i dati per ottimizzare continuamente le attività. Un’opportunità, non solo una soluzione Il telemarketing outbound non è solo una risposta alla crisi, ma può diventare un asset strategico anche nel lungo periodo. Le aziende che investono in relazioni dirette con i clienti costruiscono un vantaggio competitivo basato sulla fiducia e sulla conoscenza del mercato. Conclusione In tempi di crisi, restare immobili non è un’opzione. Il telemarketing outbound rappresenta una soluzione concreta per rilanciare le vendite, rafforzare la presenza sul mercato e creare nuove opportunità di business. Con il giusto approccio, può trasformare una fase difficile in un’occasione di crescita